• Fotogallery, Qui non c'è perché

    Day 8 – rehearsal – ‘there is no why here’ – fine tuning

    Bandiera IT

     Italian version

     

    As the rehearsals progress, Wouter wants to dig deeper into details. Scenes are repeated, discussed and fine-tuned until everything falls into place. Although there is not one, unique version of – there is no why here -, it’s important to set out cues and dramaturgic lines, so music, actions, text and video come to harmony.

    While the Brussels Philhamonic is not present today, Andrea Molino is conducting the whole session. It’s funny to watch him go wild without musicians, but highly necessary to find your way into the labyrinth of music and sounds, only represented by a piano today. Also David Moss, with his wonderful voice, is focused on Andreas gestures. The overwhelming music and compulsing actions turn into a single moment of rest when Anna Linardou starts singing a Greek lullaby. A magical moment and the only real singing we’ll hear today.

    The evening brings the extras along to focus on the ‘wall scene’ and the ‘final scene’ of the performance. After a warming-up for voice and body by ‘training coach’ Wouter Van Looy, the ‘wall scene’ is taken under the microscope. The goal for today: focusing on the positions, directions and actions of the performers. This scene starts with Annelinde, summarizing the things you should know about ‘a brick’, while the extras, one by one, enter the stage, looking for the best material to build a wall. Suddenly a ball is thrown over the wall: the beginning of a volleyball game with unknown opponents on the other side. The wall that separates people from each other in the world, suddenly become an object of joy and community.

    Finally the ‘final scene’ of – there is no why here – is coming up. An apotheosis where music, video, text and movements come together in an explosive theater moment. Starting with a ‘life’ portrait of the performers, Wouter points out some attentions on positions and actions. ‘The whole stage must be used and actions have to be personal but in harmony with the group as a community’, he explains. This is also the scene where the virtual chorus comes in and swells out into a swarm of images and voices. As the end is near, everybody gathers in a dense group, proclaiming the same text, almost like a protest. Most of the extras still struggle with the text, as they have to know it by heart. ‘Do we have a happy director?’, Aline asks at the end of the day. Wouter confirms. ‘If the extras promise to work some more on the final text, I’ll be very happy.’

    Giorno 8 – prove di ‘qui non c’è perché’ – i dettagli

    Man mano che la prova prosegue, Wouter vuole scendere nel dettaglio. Le scene vengono ripetute, discusse e perfezionate finché tutto va a posto. Sebbene non ci sia una unica versione possibile di – qui non c’è perché -, è importante fissare i punti di riferimento e le linee drammaturgiche, in modo che musica, azione, testo e video raggiungano un equilibrio.

    Anche se la Brussels Philhamonic Orchestra non è presente oggi,  Andrea Molino dirige l’intera sessione. È divertente vederlo infervorarsi senza i musicisti, ma è indispensabile per trovare la strada nel labirinto di musica e suoni, che oggi è rappresentato solo dal pianoforte. Anche David Moss, con la sua voce meravigliosa, è concentrato sui gesti di Andrea. L’appassionante musica e le intense azioni  sceniche arrivano ad un unico momento di pausa quando Anna Linardou comincia a cantare la ninna nanna popolare greca. Un momento magico e l’unico ‘vero’ canto che sentiremo oggi.

    La sera le comparse si concentrano sulla scena del muro e sul Finale. Dopo un riscaldamento per la voce e il corpo guidato dal ‘training coach’ Wouter Van Looy,  la scena del muro è passata al microscopio. L’obiettivo di oggi: concentrarsi sulle posizioni, le direzioni e le azioni dei performers. Questa scena comincia con Annelinde che racconta tutto ciò che si dovrebbe sapere su ‘un mattone’, mentre le comparse, una per una, entrando in scena, cercano i migliori materiali per costruire un muro. Improvvisamente viene lanciata una palla: l’inizio di una partita di pallavolo con avversari sconosciuti al di là del muro. Il muro che separa le persone l’una dall’altra nel mondo improvvisamente diviene un oggetto di gioia e di comunità.

    Poi si passa al “Finale” di – qui non c’è perché –. Un’apoteosi dove musica, video, testo e movimenti scenici si uniscono in mun momento di teatro esplosivo. Cominciando con un “ritratto” dei performers, Wouter definisce con attenzione posizioni e azioni.  ‘Dobbiamo usare l’intero palco e le azioni devono essere personali ma in armonia con il gruppo come comunità’, spiega. Questa è anche la scena dove il “coro virtuale” entra in gioco e si gonfia in uno sciame di immagini e voci. Avvicinandosi alla fine, tutti si riuniscono in un gruppo compatto, recitando lo stesso testo, quasi come in una protesta.  Molte delle comparse hanno difficoltà con il testo, devono impararlo a memoria. ‘Il regista è contanto?’, chiede Aline alla fine della giornata. Wouter conferma. ‘Se le comparse promettono di lavorare un po’ sul testo finale, sarò molto contento.’

    0 commenti

  • Scrivi un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Nota: La moderazione dei commenti è attiva. Questo potrebbe ritardare la pubblicazione del commento.
    *
    *

maggio: 2019
L M M G V S D
« Mar    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Logo coproduttori

© RAI 2013 - tutti i diritti riservati. P.Iva 06382641006 Engineered by RaiNet