• Il Progetto

    Dentro l’ideazione del progetto

    Venerdì 20 settembre 2013

    Spinto dalla sete, ho adocchiato, fuori di una finestra, un bel ghiacciolo a portata di mano. Ho aperto la finestra, ho staccato il ghiacciolo, ma subito si è fatto avanti uno grande e grosso che si aggirava là fuori, e me lo ha strappato brutalmente. – Warum? – gli ho chiesto nel mio povero tedesco. – Hier ist kein Warum – (qui non c’è perché), mi ha risposto, ricacciandomi dentro con uno spintone.

    Primo Levi, Se questo è un uomo

     

    Quanto all’ispirazione, Andrea Molino ama la parola necessità. Rivela che spesso nota certi temi o idee che divengono per lui importanti, e necessari, senza una spiegazione. E’ parte di un processo intuitivo. Attraverso l’accumulazione di incontri con persone, libri, articoli, alcuni di questi argomenti necessari arrivano come ad esplodere. E’ questo il momento in cui decide che deve lavorarci, creare qualcosa.

    Per – qui non c’è perché –, questa “esplosione” è avvenuta quando si è reso conto che il binomio bene/male sembra ben consolidato nella percezione collettiva, e viene spesso adoperato nel linguaggio comune e nella descrizione ed interpretazione degli eventi. Andrea: “Molti, se non tutti, i capi religiosi li usano come dato di fatto; alcuni leader politici usano regolarmente l’espressione “male assoluto”, riferendosi per esempio alla Shoah; George W. Bush ha descritto esplicitamente la “guerra al terrore” come “guerra del bene contro il male”; è facile trovare innumerevoli altri esempi. Guardando più in dettaglio, si vede che è impossibile trovare una definizione oggettiva, o almeno accettata dalla collettività, di tali categorie. Il bene e il male in un certo contesto possono rappresentare un giudizio personale e soggettivo, una norma sociale, o la pretesa di avere valore assoluto in relazione alla natura umana, o alla trascendenza religiosa che caratterizza quel contesto. Ma lo sviluppo di una società globale e interculturale ha messo in luce le contraddizioni e la reciproca incompatibilità delle diverse percezioni, mostrando come gli strumenti con cui tradizionalmente si affrontano queste questioni sono ormai inadeguati.”

    Per Andrea, il workshop ha superato ogni aspettativa. La sperimentazione e l’improvvisazione sono un elemento fondamentale del progetto. Questo approccio vocale è una scelta consapevole. Anche se la composizione è praticamente finita, intende mantenerla aperta a nuovi elementi risultanti da questo modo di operare. Ciò che vede adesso, maturerà nel lavoro finale. In un certo senso la composizione non potrà mai dirsi finita. Per lui, l’opera è qualcosa di vivo, pulsante, non fissato in maniera definitiva. Andrea: “Scrivo per le persone, non per le voci o gli strumenti. Concetti e caratteristiche non sono sviluppati in astratto, ma con in mente una persona, e hanno a che fare con una specifica situazione logistica. Mi serve questa immaginazione fisica per dare una forma al pezzo”.

    0 commenti

  • Scrivi un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Nota: La moderazione dei commenti è attiva. Questo potrebbe ritardare la pubblicazione del commento.
    *
    *

settembre: 2019
L M M G V S D
« Lug    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  

Logo coproduttori

© RAI 2013 - tutti i diritti riservati. P.Iva 06382641006 Engineered by RaiNet