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    Workshop – Terzo giorno

     

    Venerdì 20 settembre 2013

    Ore 11. Music Studio, deSingel, Anversa. Terzo giorno del workshop. Dopo alcuni brevi esercizi di riscaldamento, è ora di provare una nuova scena. Per questa parte, Aline, Annelinde, Sander e David devono scoprire un repertorio di suoni che possa rappresentare le azioni di un gruppo di persone che lanciano oggetti contro un muro, un bersaglio lontano. Nell’ambito di questa aggressività, anche rituale, i performers cercano di scoprire cosa riusciranno a fare vocalmente.

    Oggi cercheranno nuove possibilità vocali da utilizzare come contrappunto di rumori ovvii. Come attrezzi di scena Wouter appallottola fogli di carta, da potersi scagliare addosso. Dopo poche improvvisazioni, è chiaro quanto questa scena rappresenti una sfida. Varie opzioni vengono provate, valutate, cambiate e di nuovo provate. La discussione si basa su sentimenti, immaginazione, la realtà opposta alla recitazione, il pericolo. David ammette: “E’ dura”. Serve una pausa.

    Nel pomeriggio, i cantanti tentano un approccio più meccanico. Andrea li esorta ad immaginare due suoni: uno lungo, acuto, mentre osservano la situazione, un altro più rapido che accompagni l’azione. Andrea è soddisfatto: “Mi piace, è questa la chiave, una successione strutturata di elementi semplici. Questo ci consente di risolvere un mucchio di problemi incontrati prima di pranzo.” Ma ancora rimangono numerosi problemi. La discussione si concentra sulla direzione seguita. David lo definisce un problema di libertà. Togliere ogni limite e regola di stile crea infinite possibilità, ma è allo stesso tempo incredibilmente difficile. Ormai rimane poco tempo per provare insieme, e c’è ancora moltissimo da realizzare.

    Una piccola pausa porta nuove energie ed un cambiamento di scena. Questa volta solo Aline e Annelinde sono sul palco. Recitano frasi da un’intervista in una rivista scientifica, che descrivono azioni avvenute prima di un evento orribile. Improvvisamente, un cambiamento radicale rispetto al caos ed alla aggressività delle improvvisazioni precedenti, l’atmosfera diventa fragile e delicata, ma ciononostante assai potente. Andrea: “Penso sia magico. Sembra di aver lavorato insieme per settimane”. Sono tutti d’accordo.

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